{"id":1438,"date":"2024-12-27T17:10:08","date_gmt":"2024-12-27T16:10:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dodici-apostoli.it\/?p=1438"},"modified":"2024-12-27T17:24:51","modified_gmt":"2024-12-27T16:24:51","slug":"bruce-davidson-zabriskie-point-i-volti-dellamerica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dodici-apostoli.it\/it\/bruce-davidson-zabriskie-point-i-volti-dellamerica\/","title":{"rendered":"Bruce Davidson \/ Zabriskie Point I volti dell&#8217;America"},"content":{"rendered":"<p><strong>Un nuovo appuntamento allo Spazio Antonioni racconta l\u2019incontro sul set del film Zabriskie Point del grande fotografo con uno dei padri della cinematografia moderna.<\/strong><\/p>\n<div class=\"center-column\">\n<div id=\"fta_content_type_view\">\n<div class=\"generic_fta_field generic_fta_field_text\">\n<div id=\"_mcePaste\">Approdato negli Stati Uniti nel 1968 per ritrarre un paese che incarnava l\u2019essenza del suo tempo, Michelangelo Antonioni sceglie Bruce Davidson come fotografo di scena sul set di Zabriskie Point: ad accomunarli \u00e8 la vocazione a scrutare nelle pieghe della realt\u00e0 senza preconcetti, regalando all\u2019osservatore uno sguardo incantato e al tempo stesso consapevole.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\">\n<p>Entrato nella leggendaria agenzia Magnum nel 1958, l\u2019americano ha messo in campo, sin dalla prima produzione, una straordinaria capacit\u00e0 di addentrarsi in territori poco familiari facendo emergere, anche dai soggetti pi\u00f9 degradati, una dignit\u00e0 morale ed estetica. Il reportage che dedica a Zabriskie Point \u00e8 considerato uno dei servizi magistrali della storia della fotografia di scena. Il film propone un viaggio nell\u2019universo giovanile delle controculture, ma \u00e8 anche l\u2019occasione per esplorare un mondo denso di luci e ombre in cui si riconoscono tratti ancora attuali: \u00able montagne, il deserto, la citt\u00e0, le foreste di cactus, ma anche i ghetti, la gente che soffre, quella che si rivolta, quella che sa e capisce senza la forza di rivoltarsi, quella che forse \u00e8 colpevole\u00bb (Antonioni, 1969).<\/p>\n<p>Davidson trova materia infinita per dare un volto indimenticabile a ciascuna di queste sfaccettature. Ritratti, vedute di Los Angeles, paesaggi lunari della Death Valley restituiscono il mosaico composito di una societ\u00e0 dove convivono il mito del benessere e l\u2019evasione nel selvaggio West, la violenza e la repressione, le architetture pi\u00f9 avveniristiche e una natura quasi primordiale. Prolungando lo sguardo oltre il consueto la realt\u00e0 pi\u00f9 comune si rivela nella sua inattesa poesia e il paesaggio pi\u00f9 solitario si sublima in un\u2019opera d\u2019arte ai limiti dell\u2019astrazione. Un altro affascinante punto di tangenza tra Antonioni e Davidson \u00e8 proprio in questa affinit\u00e0 con le ricerche visive che sfidano le propriet\u00e0 della materia, sia essa il piano riflettente di un vetro o l\u2019asperit\u00e0 di una roccia desertica.<\/p>\n<p>Foto: \u00a9 Bruce Davidson \/ Magnum Photos<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\">&nbsp;<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\">&nbsp;<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"right-column\">\n<div class=\"generic_fta_field event_address\">\n<h3>Dove<\/h3>\n<div>Ferrara &#8211; Spazio Antonioni &#8211; Palazzo Massari, C.so Porta Mare, 5<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"generic_fta_field\">\n<h3>Quando<\/h3>\n<div>\n<p><strong>Fino al 4 maggio 2025<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"macro-aperture\">\n<div class=\"generic_fta_field\">\n<h3>Orari<\/h3>\n<div id=\"_mcePaste\">\n<div id=\"_mcePaste\">10.00-13.00 \/ 15.00-18.30. Chiuso luned\u00ec<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"generic_fta_field\">\n<h4>Giorni di chiusura<\/h4>\n<ul>\n<li>Luned\u00ec<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"generic_fta_field\">\n<h3>Url dell&#8217;evento<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/artemoderna.comune.fe.it\/1963\">https:\/\/artemoderna.comune.fe.it\/1963<\/a><\/p>\n<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<strong>Un nuovo appuntamento allo Spazio Antonioni racconta l\u2019incontro sul set del film Zabriskie Point del grande fotografo con uno dei padri della cinematografia moderna.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"center-column\">\n<div id=\"fta_content_type_view\">\n<div class=\"generic_fta_field generic_fta_field_text\">\n<div id=\"_mcePaste\">Approdato negli Stati Uniti nel 1968 per ritrarre un paese che incarnava l\u2019essenza del suo tempo, Michelangelo Antonioni sceglie Bruce Davidson come fotografo di scena sul set di Zabriskie Point: ad accomunarli \u00e8 la vocazione a scrutare nelle pieghe della realt\u00e0 senza preconcetti, regalando all\u2019osservatore uno sguardo incantato e al tempo stesso consapevole.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\">\n<p>Entrato nella leggendaria agenzia Magnum nel 1958, l\u2019americano ha messo in campo, sin dalla prima produzione, una straordinaria capacit\u00e0 di addentrarsi in territori poco familiari facendo emergere, anche dai soggetti pi\u00f9 degradati, una dignit\u00e0 morale ed estetica. Il reportage che dedica a Zabriskie Point \u00e8 considerato uno dei servizi magistrali della storia della fotografia di scena. Il film propone un viaggio nell\u2019universo giovanile delle controculture, ma \u00e8 anche l\u2019occasione per esplorare un mondo denso di luci e ombre in cui si riconoscono tratti ancora attuali: \u00able montagne, il deserto, la citt\u00e0, le foreste di cactus, ma anche i ghetti, la gente che soffre, quella che si rivolta, quella che sa e capisce senza la forza di rivoltarsi, quella che forse \u00e8 colpevole\u00bb (Antonioni, 1969).<\/p>\n<p>Davidson trova materia infinita per dare un volto indimenticabile a ciascuna di queste sfaccettature. Ritratti, vedute di Los Angeles, paesaggi lunari della Death Valley restituiscono il mosaico composito di una societ\u00e0 dove convivono il mito del benessere e l\u2019evasione nel selvaggio West, la violenza e la repressione, le architetture pi\u00f9 avveniristiche e una natura quasi primordiale. Prolungando lo sguardo oltre il consueto la realt\u00e0 pi\u00f9 comune si rivela nella sua inattesa poesia e il paesaggio pi\u00f9 solitario si sublima in un\u2019opera d\u2019arte ai limiti dell\u2019astrazione. Un altro affascinante punto di tangenza tra Antonioni e Davidson \u00e8 proprio in questa affinit\u00e0 con le ricerche visive che sfidano le propriet\u00e0 della materia, sia essa il piano riflettente di un vetro o l\u2019asperit\u00e0 di una roccia desertica.<\/p>\n<p>Foto: \u00a9 Bruce Davidson \/ Magnum Photos<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\">&nbsp;<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\">&nbsp;<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"right-column\">\n<div class=\"generic_fta_field event_address\">\n<h3>Dove<\/h3>\n<div>Ferrara &#8211; Spazio Antonioni &#8211; Palazzo Massari, C.so Porta Mare, 5<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"generic_fta_field\">\n<h3>Quando<\/h3>\n<div>\n<p><strong>Fino al 4 maggio 2025<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"macro-aperture\">\n<div class=\"generic_fta_field\">\n<h3>Orari<\/h3>\n<div id=\"_mcePaste\">\n<div id=\"_mcePaste\">10.00-13.00 \/ 15.00-18.30. Chiuso luned\u00ec<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"generic_fta_field\">\n<h4>Giorni di chiusura<\/h4>\n<ul>\n<li>Luned\u00ec<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"generic_fta_field\">\n<h3>Url dell&#8217;evento<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/artemoderna.comune.fe.it\/1963\">https:\/\/artemoderna.comune.fe.it\/1963<\/a><\/p>\n<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nuovo appuntamento allo Spazio Antonioni racconta l\u2019incontro sul set del film Zabriskie Point del grande fotografo con uno dei padri della cinematografia moderna. Approdato negli Stati Uniti nel 1968 per ritrarre un paese che incarnava l\u2019essenza del suo tempo, Michelangelo Antonioni sceglie Bruce Davidson come fotografo di scena sul set di Zabriskie Point: ad [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1439,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[109,110],"class_list":["post-1438","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","tag-bruce-davidson","tag-zabriskie-point"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.dodici-apostoli.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1438","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.dodici-apostoli.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.dodici-apostoli.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dodici-apostoli.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dodici-apostoli.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1438"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.dodici-apostoli.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1438\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dodici-apostoli.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1439"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.dodici-apostoli.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1438"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dodici-apostoli.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1438"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.dodici-apostoli.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1438"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}